Ieri sera, con un mio caro amico, ho avuto una breve quanto ironicamente ottusa discussione circa la concezione della fotografia e dell'arte in generale; ad esempio, lui beffeggiava il fatto di ritrarre oggetti comuni (vedi ad esempio la serie "Punte di comunicazione") e, addirittura, beffeggiava anche i paesaggi tipici della terra Ragusana.
Conoscendo il mio amico, non ho ribattuto sulle sue argomentazioni e ne ho fatto una risatina (un poco amara), ritrovandomi adesso a riflettere qualche istante circa la concezione dell'arte.
Penso sia assodato che la concezione dell'arte sia strettamente personale, relativa alla cultura, alla mentalità, agli umori ed alla sensibilità di ognuno di noi; alcuni inquadrano l'arte come un mezzo per esprimere un qualunque stato d'animo, una qualunque idea o sentimento, altri - ottenendo la mia critica - leggono ogni immagine solamente dal punto di vista tecnico (se non è difficile una cosa, allora essa è poco artistica).
Il confine tra arte e non arte è molto sottile e, forse, del tutto inesistente: ciò che per me è arte è arte per te?
Definire una poesia, una fotografia, un quadro, una scultura e qualsiasi altra forma d'espressione umana come artistica o non artistica, è possibile?
Questo interrogativo, in verità, è molto ambizioso. Da un punto di vista storico esiste eccome la distinzione tra arte e non arte, ma in un contesto moderno e contemporaneo, essa si assottiglia di molto.
E' il caso del banale e non banale, del ricercato e dello spontaneo; comunicare qualcosa è senza dubbio difficile, sopratutto quando esiste una così relativa definizione di arte (Oscar Wilde diceva: "Definire è limitare").
Ma che importanza deve avere per l'artista tale definizione?
Chi può mai assurgere al trono di definitore d'arte?
A voi le vostre riflessioni che, spero, vorrete condividere qui.
Inserito il 3 luglio 2009 alle 20:11
+ Commenta
Visualizza commenti [4]
Commento lasciato da Giancarlo il 4 luglio 2009 alle 09:15
Caro Davide, concordo con tè sul fatto che la concezione dell'arte sia soggettiva e non opinabile, su un opera ognuno può esprimere solamente un parere personale.
In merito alla foto punte di comunicazione parte quinta, a questa io darei il titolo "io nel mondo" in quanto per me la definizione del punto rispetto al contesto sfocato eprime molto bene il concetto dell'essere persona inserita in una società che tende a uniformarci.
In merito alla foto punte di comunicazione parte quinta, a questa io darei il titolo "io nel mondo" in quanto per me la definizione del punto rispetto al contesto sfocato eprime molto bene il concetto dell'essere persona inserita in una società che tende a uniformarci.
Commento lasciato da Antonino il 4 luglio 2009 alle 15:25
Secondo me l'arte è arte quando qualcuno, mediante i suoi metri di giudizio, la ritiene tale.
Così si rischia forse di non definire mai un confine (universale e assoluto) tra arte e non arte, ma che male c'è? Se un prodotto umano o non riesce a "comunicare" (rendere comune, estendere agli altri, una riflessione o un sentimento intimo o, perché no, anche qualcosa di più, qualcosa che vada oltre la concezione dell'artista, il suo intento) credo che possa chiamarsi arte.
Senza dubbio un'arte che colpisce molto è quella "largamente accettata", quella la cui contemplazione può essere fruita da molti e può essere oggetto di dibattito, e ancora una volta di comunicazione.
Io preferisco rinunciare alle linee di demarcazione nette e assolute in determinati contesti, preferisco non porre limiti alla percezione alla quale siamo sottoposti e che dovrebbe essere, a mio avviso, un punto di partenza, piuttosto che, troppo spesso, il punto di arrivo di sterili schematizzazioni.
Così si rischia forse di non definire mai un confine (universale e assoluto) tra arte e non arte, ma che male c'è? Se un prodotto umano o non riesce a "comunicare" (rendere comune, estendere agli altri, una riflessione o un sentimento intimo o, perché no, anche qualcosa di più, qualcosa che vada oltre la concezione dell'artista, il suo intento) credo che possa chiamarsi arte.
Senza dubbio un'arte che colpisce molto è quella "largamente accettata", quella la cui contemplazione può essere fruita da molti e può essere oggetto di dibattito, e ancora una volta di comunicazione.
Io preferisco rinunciare alle linee di demarcazione nette e assolute in determinati contesti, preferisco non porre limiti alla percezione alla quale siamo sottoposti e che dovrebbe essere, a mio avviso, un punto di partenza, piuttosto che, troppo spesso, il punto di arrivo di sterili schematizzazioni.
Commento lasciato da Davide il 4 luglio 2009 alle 15:50
Sono d'accordo con voi: l'arte è di chi riceve.
Mi viene in mente una frase del bellissimo film "Il Postino", l'ultimo di Massimo Troisi:
"La poesia non è di chi la scrive, ma di chi se ne serve."
Direi che la concezione dell'arte è raccolta bene in questa semplice frase.
Mi viene in mente una frase del bellissimo film "Il Postino", l'ultimo di Massimo Troisi:
"La poesia non è di chi la scrive, ma di chi se ne serve."
Direi che la concezione dell'arte è raccolta bene in questa semplice frase.
Commento lasciato da Giovanni F il 6 luglio 2009 alle 20:48
Caro Davide,
complimenti per il tuo sito ed i tuoi coraggiosi commenti.
Permettimi un mio commento.
Io penso che c'è differenza tra arte e non arte.
L'arte è portatrice della caratteristica dell'universalità, di cui è priva la non-arte. Basta pensare ai poemi omerici.
Puoi trovare una riflessione su questo tema ne "La critica del giudizio= di Kant.
Un abbraccio.
Giovanni F.
Nascondi i commenti
complimenti per il tuo sito ed i tuoi coraggiosi commenti.
Permettimi un mio commento.
Io penso che c'è differenza tra arte e non arte.
L'arte è portatrice della caratteristica dell'universalità, di cui è priva la non-arte. Basta pensare ai poemi omerici.
Puoi trovare una riflessione su questo tema ne "La critica del giudizio= di Kant.
Un abbraccio.
Giovanni F.
Archivio Blog
