La concezione dell'arte
Ieri sera, con un mio caro amico, ho avuto una breve quanto ironicamente ottusa discussione circa la concezione della fotografia e dell'arte in generale; ad esempio, lui beffeggiava il fatto di ritrarre oggetti comuni (vedi ad esempio la serie "Punte di comunicazione") e, addirittura, beffeggiava anche i paesaggi tipici della terra Ragusana.

Conoscendo il mio amico, non ho ribattuto sulle sue argomentazioni e ne ho fatto una risatina (un poco amara), ritrovandomi adesso a riflettere qualche istante circa la concezione dell'arte.

Penso sia assodato che la concezione dell'arte sia strettamente personale, relativa alla cultura, alla mentalità, agli umori ed alla sensibilità di ognuno di noi; alcuni inquadrano l'arte come un mezzo per esprimere un qualunque stato d'animo, una qualunque idea o sentimento, altri - ottenendo la mia critica - leggono ogni immagine solamente dal punto di vista tecnico (se non è difficile una cosa, allora essa è poco artistica).

Il confine tra arte e non arte è molto sottile e, forse, del tutto inesistente: ciò che per me è arte è arte per te?
Definire una poesia, una fotografia, un quadro, una scultura e qualsiasi altra forma d'espressione umana come artistica o non artistica, è possibile?

Questo interrogativo, in verità, è molto ambizioso. Da un punto di vista storico esiste eccome la distinzione tra arte e non arte, ma in un contesto moderno e contemporaneo, essa si assottiglia di molto.

E' il caso del banale e non banale, del ricercato e dello spontaneo; comunicare qualcosa è senza dubbio difficile, sopratutto quando esiste una così relativa definizione di arte (Oscar Wilde diceva: "Definire è limitare").

Ma che importanza deve avere per l'artista tale definizione?
Chi può mai assurgere al trono di definitore d'arte?

A voi le vostre riflessioni che, spero, vorrete condividere qui.
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